Penso non ci sia dubbio a
stabilire che il primato dell’uccelletto più conosciuto, diffuso e facilmente
visibile, spetta al “Passero domestico”.
Diffuso quasi
ovunque, e` entrato in contatto con l’uomo centinaia di anni fa` ed
accompagna da sempre la vita cittadina. E` ormai un fedele compagno, vive nei
villaggi e nelle città di ogni parte del mondo. Forse per il fatto di essere
molto comune e` anche meno considerato.
Occupa progressivamente tutti gli
insediamenti creati dall’uomo, adattandosi e sfruttando al meglio l’ambiente
circostante, dando prova di essere scaltro ed intelligente. Come nell’imparare
ad evitare nuovi pericoli, in un periodo che varia dai due massimo cinque anni,
esperienze fatte da singoli e poi alle colonie di appartenenza. E` gregario, sta` spesso in gruppo e nidifica nei posti più disparati’ per lo più in
colonie; la sua alimentazione è onnivora, con una predilezione per i semi.
Capita spesso che nel periodo riproduttivo si trovino
in terre piccoli nidiacei appena usciti dai nidi;- se e` possibile rimetterli
nelle vicinanze in modo che i genitori possano tirarlo su, altrimenti tentare
di nutrirli con prodotti specifici per l’allevamento a mano dei nidiacei,
seguendo le indicazioni e somministrarlo con una siringa senza ago. Deleteria per i piccoli è la classica mollica di
pane che li porta a morte sicura .
Molte persone raccontano di passerotti raccolti per strada
ed alimentati con mollichelle di pane, che dilatandosi nello stomaco, finiscono
per farli morire in un paio di giorni; chiedendomi poi, delle spiegazioni non
sapendo che in commercio ci sono alimenti specifici per nidiacei.
Proviamo a vedere le specie presenti nel territorio
italiano, ricordando che fanno parte della famiglia dei “Ploceidi”, tra le più
importanti di tutto l’ordine, sia per il grande numero di specie sia per l’estensione
dell’areale di distribuzione presente in quasi tutte le parti della terra.
Iniziammo dalla “Passera Oltremontana”, presente da
noi solamente in alcune vallate alpine, nella Venezia Giulia, nella Liguria
occidentale, da me osservata anche in alcune parti della Lombardia: il maschio
ha il vertice grigio e la pettorina nera con le guance di un bianco sporco; le
femmine ed i giovani hanno un uniforme colore marrone camoscio.
Ma e` la “Passera Italiana” che ha il dominio della
penisola, tranne in Sardegna , mentre, caso strano, e` presente in Corsica e a
Creta. Questa specie e` presente solamente nei presenti posti; in realtà non e`
una specie separata, ma una sottospecie che non si sa` con esattezza da quale
derivi, dalla P. Oltremontana? Che dai maschi si differisce dal vertice nocciola, dalle guance più chiare e dalla pettorina nera leggermente più
estesa; o dalla P. Sarda? Presente appunto in Sardegna, che si distingue dalla
Italica per la pettorina nera che risulta molto più grande, con strisce nere
sui fianchi e sul dorso. Le femmine, invece, sono in tutte e tre i tipi grosso
modo molto simili. La P. d’Italia può incrociarsi con entrambe le passere
confinanti e produrre prole feconda, distinguibile dal piumaggio a seconda da
quale incrocio deriva.
Altro rappresentante della famiglia e` la “Passera
Mattugia”, dal comportamento molto diverso da quelle già descritte: e`
estremamente prudente, guardinga, non si avvicina all’uo0mo più di tanto, al
minimo pericolo vola via; frequenta zone dove la P. d’Italia e` un po’ meno
presente: boschi, fratte, siepi, vigne. Nei due sessi il piumaggio e` simile;
ha il capo con il vertice nocciola, una piccola pettorina nera ed una macchia
nera a forma di mezza luna sulle guance bianche, che nelle femmine e` un po’
sfumata. Il piumaggio e` bruno superiormente, biancastro tendente al grigio
inferiormente. I giovani hanno livrea simile ma di colore più smorto; la taglia
e` leggermente inferiore delle altre passere: 14 cm, come nella “Passera Lagia”.
La “Passera Lagia” ha un habitat
diverso, vive in
ambienti rocciosi sia coltivati che incolti ed e` un po’ meno comune delle
altre; ha il piumaggio più chiaro con il vertice striato ed il sopracciglio
bianco, una piccola macchia giallo pallido sul petto, la coda e` corta con
delle macchie bianche.
Ultimo rappresentante della famiglia da
descrivere,
e` il “Fringuello Alpino” (dal nome fuorviante, ma si tratta di un passero; in molti libri e` descritto insieme
agli “Zigoli” per una più facile distinzione). Vive in alta montagna al limite
tra le nevi perenni e la vegetazione arborea; e` presente sulle Alpi e sugli
Appennini centrali; ha dimensioni maggiori: 18 cm, il capo grigio, gola nera,
molto evidenti sono le grandi macchie bianche sulle ali e sulle timoniere
esterne; la femmina è marroncina.
Una particolarità del comportamento dei Passeri
è la “monogamia”; infatti, dopo aver conquistato la compagna in una parata nuziale
caratteristica; inchini, saltelli, con ali calate e coda rivolta in alto,
condita da continui cinguettii acuti e stridenti e lotte agguerrite con altri
maschi pretendenti, non se ne separa più.
Di solito fanno tre covate l’anno, talvolta anche
quattro, composte da 4-6 uova.
Questi uccellini pur essendo tanto
comuni, non sono
oggetto di allevamento, come lo sono altri Indigeni, tipo il Verdone, il Cardellino, il lucherino......(allevati ormai in varie mutazioni di
colore). Pochi sono quelli
che si dedicano alla loro riproduzione ed alcuni espongono esemplari, come nell’ultima
mostra di Reggio Emilia (stamm mutato rosso bruno di Passera Domestica) pur vivendo il passero a stretto contatto con
l’uomo, resta sempre nervoso e tanta era a dei soggetti esposti.
Forse non
è meglio avere prima dei ceppi abbastanza
domestici da poterli esporre con loro maggiore tranquillità? O forse per loro
natura non saranno mai dal tutto mansueti in cattività ? Interessante sarebbe,
invece,
selezionare dei Passeri bianchi ,che sono bellissimi, e che in natura sono
difficili da osservare a causa della livrea facilmente individuabili dai loro
naturali nemici.
Finisco qui, sperando non sia stato troppo
noioso,
questo mio scritto che spero sia volto a far conoscere un po’ di più e sotto un’altro
aspetto, questa specie; da tanti allevatori cosi poco considerata, per la quale
io nutro invece una passione speciale e che potrebbe riservare delle sorprese
inaspettate.
Per
chiudere, prendo spunto da questo scritto, per
ricordare affettuosamente la coppia di 'Passera d’Italia’ che mi ha fatto
compagnia per 12 anni, ambedue avevano la particolarità di avere le penne delle
ali bianche.